Non condividete sui social il QR-code del vostro green pass!

Esibire la soddisfazione di avere il green pass rischia di rivelarsi davvero una pessima idea!

Siamo nella società dei social network, dove la condivisione dei momenti più o meno importanti delle nostre vite la fa da padrone.
In questa era digitale risulta facile immaginare che qualcuno possa essere tentato dalla voglia di condividere sui propri profili social l’immagine del documento più discusso del momento, ossia il “famoso” green pass.
L’idea, però, di condividere l’immagine del QR-code presente sul green pass potrebbe rivelarsi davvero pericolosa!

Il QR-code presente sul green pass rappresenta una vera e propria miniera di dati personali che, seppur invisibili a occhio nudo, sono ben leggibili da chiunque avesse voglia di curiosare su di noi.

Infatti, quel QR-code è in grado di rivelare molte informazioni su di noi: chi siamo, se e quando ci siamo vaccinati, quante dosi abbiamo fatto, il tipo di vaccino, se abbiamo avuto il Covid e quando, se abbiamo fatto un tampone, quando e il suo esito e tanto di più.

Il QR-code presente sui nostri green pass deve essere esibito esclusivamente alle forze dell’ordine e a chi è autorizzato dalla legge a chiedercelo per l’esercizio delle attività per le quali la legge ne prevede l’esibizione (sul punto vi rimandiamo al nostro post Facebook dello scorso 23 luglio) e deve essere letto esclusivamente attraverso l’apposita APP di Governo, denominata “VerificaC19“, che garantisce che il verificatore veda solo se abbiamo o non abbiamo il green pass e non anche tutte le altre informazioni e, soprattutto, non registra, memorizza o comunica nulla a terzi delle informazioni scansionate.

Qualsiasi uso diverso, in primis la condivisione sui social network, rischia di rivelarsi pericoloso per sé e per gli altri.

In primo luogo per noi stessi, perché, come anticipato, si lascia in giro per il web una scia di propri dati personali, per di più sanitari, alla mercè di chi le potrebbe utilizzare per finalità malevole. Infatti, le informazioni personali contenute nel green pass potrebbero essere utilizzate per desumere che la persona ha patologie incompatibili con la vaccinazione oppure è contraria al vaccino. Oppure queste informazioni potrebbero servire anche per profilazione commerciale, con la possibilità che questi dati finiscano in un database venduto e vendibile, oppure per fare truffe mirate.
Inoltre, questa prassi potrebbe facilitare la circolazione di QR-Code falsi che vanificherebbero l’obiettivo circolazione sicura perseguito con i green pass.

Siamo tutti avvisati. Resistiamo alla tentazione. Se proprio non sappiamo fare a meno di pubblicare sui social il fatto di essere in possesso del green pass, vi consigliamo di limitare la condivisione con il mondo della sola notizia, senza l’immagine del prezioso QR-Code.

FONTE: Garante per la Protezione dei Dati Personali